Ravello, la città della musica

Incastonata contro il versante scosceso di una rupe, lungo la spettacolare costiera amalfitana, l’antica cittadina di Ravello, inclusa nella provincia di Salerno e decretata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1996, è oggi una delle più celebri mete italiana del turismo internazionale, ma anche, e soprattutto, il luogo dell’anima per gli intellettuali e gli appassionati dell’arte e della cultura. In quanto, oltre al magnifico scenario medievale offerto dalle vie della città e ai suggestivi paesaggi che le fanno da sfondo, Ravello è sempre animata da un’intensa attività culturale, vantando un calendario di eventi straordinariamente ricco, il cui culmine è, sicuramente, il prestigioso Ravello Festival, la poliedrica rassegna che anima i luoghi storici della città quasi per l’intero anno.

Fondata all’epoca del declino dell’Impero Romano d’Occidente, Ravello venne popolata intorno all’anno Mille da un gruppo di nobili, contrari e ribelli al dominio del Doge, che scelsero la sua posizione strategica, collocata tra la valle del torrente Dragone e lo strapiombo sul mare, per avere maggiori possibilità di difesa. Successivamente, Ravello visse il suo massimo splendore sociale, economico e commerciale sotto la Repubblica Marinara di Amalfi, epoca in cui divenne la residenza di rinomate famiglie aristocratiche.

Eletta sede vescovile, raggiunse intorno al 1100 il ruolo di una vera potenza, per riacquistare poi successivamente, dopo un periodo di declino dovuto ai drammatici scontri con Pisa, un particolare prestigio quale luogo di turismo elitario, e divenire spesso il luogo di ispirazione per i più grandi protagonisti della letteratura e della musica. Tra i più illustri ospiti di Ravello vi furono i musicisti Richard Wagner, che trasse dai giardini di Villa Rufolo le più belle scene del Parsifal, Giuseppe Verdi, Toscanini e Bernstein. Moltissimi anche gli scrittori di passaggio a Ravello, che descrissero il fascino della città nelle pagine delle loro opere, tanto che già nel Decamerone, Boccaccio narra dei suoi giardini, E. M. Forster ambienta proprio a Ravello il racconto Storia di un panico, A. Gide diverse scene dell’Immoralista, e D. H. Lawrence alcuni passaggi del bellissimo romanzo L’amante di Lady Chatterly. Facile da raggiungere sia in automobile che in autobus, Ravello incanta prima di tutto per l’eccezionale bellezza del paesaggio: le terrazze affacciate a strapiombo dalla rupe, i giardini rivolti verso la scogliera e il mare verdissimo e trasparente, le ville e i monumenti.

Situata in piazza del Vescovado, accanto al Duomo, sorge la quattrocentesca Villa Rufolo, la cui torre di guardia ancora oggi sembra osservare con attenzione tutta la città. Edificata per conto della ricca famiglia borghese dei Rufolo, commercianti all’epoca noti e potenti tanto da essere citati nel Decamerone, la costruzione passò successivamente passò di mano in mano, fino ad essere venduta nell’Ottocento al nobile scozzese Francis Neville, che ne elaborò il restauro, rendendola come ancora oggi si vede. La villa rivela nell’aspetto di parecchi elementi architettonici una forte influenza della cultura araba, in particolare nel grande chiostro moresco strutturato a doppia loggia e portici dall’arco acuto, impreziositi da leggiadre decorazioni scolpite, e nel cortile sopraelevato. La meraviglia maggiore di Villa Rufolo sono i magnifici giardini fioriti, luogo amato da Richard Wagner, dove oggi, nelle terrazze fiorite e strapiombanti verso il mare azzurro della costiera amalfitana e del golfo di Salerno, si celebra il Festival Wagneriano in memoria al grande musicista tedesco, una delle iniziative che ha reso Ravello la “Città della musica” per eccellenza.

Un altro splendido e celebre edificio ravellese è Villa Cimbrone, edificata su di una roccia a picco verso il Golfo di Salerno, nel luogo dove un tempo sorgeva una villa romana, successivamente trasformata in casale agricolo. Si tratta di una costruzione progettata e riedificata per mano doppia, italiana e inglese, del costruttore Nicola Mansi e del lord inglese William Beckett, che trasformarono magicamente il casale in rovina in una sorta di giardino delle meraviglie, con un magnifico intreccio tra il rigore dello stile italiano e la cornice rigogliosa del nobile inglese, appassionato di botanica. Il risultato, affascinante e fortemente suggestivo, è un mix di stili locali ed etnici, punto di incontro tra la villa d’epoca e la galleria di antiquariato, quasi un diario di viaggio di un esploratore trasformato in abitazione. Il grande parco della villa, in particolare, è un percorso labirintico tra architettura gotica e classica, tra statue, tempietti, ponti, grotte e fontane, fino a raggiungere il fantastico Belvedere dell’Infinito, un’enorme terrazza panoramica rivolta verso la sublime veduta del mare aperto del Golfo di Salerno e della costiera, un luogo particolarmente amato dallo scrittore Gore Vidal. Oggi la villa viene utilizzata per ospitare eventi pubblici e privati.

Il Duomo di Ravello, di origine duecentesca, rivela al suo interno pezzi artistici di grandissimo pregio e di emozionante bellezza, tra cui il notevole portale centrale, realizzato in legno e 80 formelle iconografiche in bronzo cesellato di Barisano da Trani, il magnifico pulpito a intarsi marmorei, scolpito da Bartolomeo da Foggia e, all’interno della cripta, il Museo del Duomo, dove sono racchiuse le opere artistiche e storiche ed una ricca sezione archivistica che narrano la storia della città.

Inaugurato nel 2010, l’Auditorium Oscar Niemeyer, progettato dal grande architetto brasiliano di cui porta il nome, è un situato a pochi passi dalla piazza del Vescovado, dal Duomo e da Villa Rufolo. L’edificio, le cui linee curve e morbide, tipiche delle opere di Niemeyer, si adattano perfettamente al paesaggio della costiera amalfitana, sorge lungo un si un terreno digradante, affacciandosi sul panorama del centro storico cittadino. La struttura offre 400 posti, e l’architetto ha voluto che il suo particolare design potesse sfruttare la pendenza naturale del terreno, in modo che il foyer e la buca per l’orchestra potessero sporgersi verso lo strapiombo. In questo modo, al pubblico è consentito non solo di seguire gli spettacoli, ma anche di incantarsi di fronte alla magnifica visione del mare e del golfo di Salerno. L’auditorium Niemeyer, nonostante le polemiche suscitate da alcune associazioni ambientaliste, è edificio suggestivo e spettacolare, di elevato valore tecnologico, realizzato soprattutto per dare spazio alle grandi stagioni concertistiche di Ravello, che in tutti i mesi dell’anno offrono un programma ampio e diversificato, dalla musica classica al jazz, dall’opera al balletto, dalla musica pop alla lirica. Inoltre, la struttura offre uno spazio privilegiato per eventi di ogni genere, meeting, congressi e cerimonie.

La Fondazione Ravello, attiva ormai da una decina di anni, si impegna attivamente e costantemente a tutelare il patrimonio artistico e storico della città, a promuovere le iniziative culturali ed artistiche, a realizzare e gestire le strutture che ospitano gli eventi in programma nel corso dell’anno, e a fare in modo che Ravello possa conservare il suo ruolo da protagonista nel panorama della cultura italiana, mantenendo il titolo di Città della Musica, e offrendo sempre ai turisti ed agli spettatori del Ravello Festival una serie di spettacoli ed eventi di livello straordinario.

La rassegna culturale che ha reso celebre Ravello in tutto il mondo, contribuendo a farne il luogo più ambito degli amanti dell’arte e della musica, è il Ravello Festival, un festival multiculturale che offre un vasto programma di spettacoli, mostre, concerti ed eventi di ogni genere, e che coinvolge la città, gli abitanti, gli appassionati e i visitatori occasionali quasi in tutti i mesi dell’anno, con un calendario che ha inizio a tarda primavera estate per poi proseguire fino alla fine dell’anno, in dicembre. Il Ravello Festival vanta una storia di lunghissima data, fin da quando nel 1953 l’Ente Provinciale del Turismo rese onore a Richard Wagner con una serie di concerti intitolati ai celebri Giardini di Klingsor, iniziando la tradizione, proseguita poi per diversi anni, di eleggere Wagner quale protagonista della rassegna concertistica ravellese. Da allora, ogni anno, per le strade di Ravello sono passate le orchestre, i direttori e i musicisti più famosi di tutto il mondo: dalla London Symphony Orchestra alla Filarmonica di San Pietroburgo, dal Maggio Musicale Fiorentino all’Orchestra Nationale de France, dalla Staatskapelle di Dresda all’Orchestra Nazionale della Rai, dal Trio di Trieste al Quartetto Italiano, da Daniel Baremboim, a Zubin Metha, da Sinopoli a Lorin Mazeel, da Marta Argerich a Philip Glass, da Uto Ughi ai famosi jazzisti contemporanei, Bollani, Uri Caine, Hancock, oltre a cantanti pop, coreografi e corpi di ballo, attori e registi di fama internazionale.

I luoghi del festival sono, ovviamente, i luoghi simbolo di Ravello: i wagneriani giardini di Villa Rufolo e la sua cappella e la terrazza panoramica, villa Cimbrone e lo splendido Belvedere dell’Infinito, le sale degli hotel e del caffè cittadini, e il complesso dell’auditorium Niemeyer.

E, il fascino dei concerti di Ravello, è proprio la musica dal vivo, e di più ancora la musica all’aperto, dove l’armonia si confonde ai suoni del luogo, al rumore del mare, al vento, all’incanto dell’incomparabile vista del mare e del cielo.

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