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	<title>Costa di Amalfi</title>
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	<description>Tutte le informazioni su eventi, arte, cultura e manifestazioni in costiera amalfitana...</description>
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		<title>MINORI (COSTA D’AMALFI): AD OTTANT’ANNI DALLA SCOPERTA DELLA “VILLA ROMANA”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 18:33:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Gambardella]]></category>
		<category><![CDATA[villa romana marittima di Minori]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo con piacere un articolo dell&#8217;amico professor dott. Massimo Gambardella (docente di latino in Piemonte), pubblicato su <a href="http://www.positanonews.it/articoli/75709/minori_costa_drsquoamalfi_ad_ottantrsquoanni_dalla_scoperta_della_ldquovilla_romanardquo_.html">Positanonews</a>, in celebrazione degli ottanta anni dalla scoperta dell&#8217;antica Villa romana marittima di Minori (SA).</p>
<p>MINORI (COSTA D’AMALFI): Era l&#8217;aprile dell&#8217;anno 1932. Più o meno proprio in questi giorni un piccolo cantiere edile stava per trasformarsi in un rinvenimento eccezionale, forse non totalmente inatteso, almeno per alcuni. Ma andiamo per ordine, partendo dai fatti.</p>
<p><img class="alignleft" style="border: 2px solid black; margin: 25px 35px;" src="http://www.positanonews.it/publicnew/articles/2012/Aprile/new/newLa_Villa_Romana_Del_I_Sec_Dc_A_Minori.jpg" alt="" width="250" height="187" /></p>
<p>Tra le carte conservate presso l&#8217;archivio della Direzione dei Musei Provinciali di Salerno si possono leggere alcuni interessanti documenti relativi all&#8217;accaduto.</p>
<p>Non mi è stato possibile rintracciare un&#8217;indicazione più precisa circa la data, ma almeno i nomi di alcuni protagonisti sono segnalati nelle carte dell&#8217;epoca. Innanzitutto, il muratore capomastro Luigi D&#8217;Amato; oltre a lui, un esposto datato 10 ottobre 1936 indica come scopritori, forse non in prima battuta ma come persone in varia misura coinvolte nella vicenda, Alfonso Sammarco (fu Alfonso), proprietario del suolo in cui erano in corso dei lavori di scavo, gli operai Gerardo Proto (fu Giovanni) e Salvatore Proto (fu Giuseppe) e il mastro muratore Domenico D&#8217;Amato. Più o meno la scoperta si determinò per la più classica delle casualità: ne rievoco qualche particolare attraverso le parole del D&#8217;Amato stesso, contenute in una lettera del 23 dicembre 1936. I toni sono epici, come si conviene: “<em>In un giorno di splendida aurora e nell&#8217;intensa volontà di lavoro, mentre raccoglieva materiali per tale costruzione</em> [si tratta di un manufatto murario in costruzione sul suolo del Sammarco], <em>sentì sotto un&#8217;eco che annunziava qualche cosa d&#8217;importanza: a tale impressione egli cercò subito un piccone ed incominciai</em> [sic!] <em>a rompere la vecchia fabbrica facendo un foro di 50 cent. quadrati all&#8217;incirca, ove con una lunga scala all&#8217;uso contadino scendette giù al grande salone nascosto, informandone immediatamente l&#8217;autorità locale ed a loro volta i Capi di Cot. On.le Provincia, i quali energicamente ne curarono i lavori di scavo</em>”.<span id="more-100"></span></p>
<p>Il documento, al di là delle caratteristiche formali, è pure interessante perché contenente una supplica a che lo scopritore fosse preferito in qualche attività legata alla gestione del sito (“<em>qualsiasi lavoro o assistenza</em>”, si legge). Forse c&#8217;è da cogliere anche il segno di una situazione economica non florida per un paesino la cui principale ricchezza, i pastifici, segnavano il passo e il turismo era ancora di là da venire. In ogni caso, da quel momento iniziò la fase degli scavi e delle demolizioni: i primi riportarono alla luce, nel corso di alcuni anni, gli ambienti del piano inferiore e tracce del piano superiore, alcuni affreschi e qualche mosaico (oltre ad una serie variegata di reperti in parte conservati nell&#8217;attuale Antiquarium) e dimostrarono quanto l&#8217;insediamento romano fosse esteso nella valle del Reginna Minor. Si pensi che resti di ambienti romani sono stati rinvenuti anche nei pressi dell&#8217;attuale chiesa di Santa Lucia (per chi conosce il paese, ben più a nord rispetto al sito). Le demolizioni, poi, interessarono una serie di edifici che insistevano in particolare lungo i lati meridionale e occidentale del porticato.</p>
<p>Quella degli scavi è forse una pagina ancora da scrivere: ad esempio, quanto è stato perso (o nascosto!) con il successivo sviluppo edilizio del secondo dopoguerra? Ma non è questo l&#8217;unico interrogativo che non ha trovato risposta (se pur sarà possibile trovarne una). Nulla si sa circa l&#8217;identità del proprietario della villa. Da approfondire sarebbe anche la questione relativa all&#8217;uso di alcuni ambienti già prima del 1932. Come noto, le prime notizie relative all&#8217;esistenza di un edificio di età romana risalgono agli anni settanta del XIX, allorquando Luigi Staibano, componente della Commissione Archeologica di Principato Citra, attestò l&#8217;esistenza di terme (ancora oggi visitabili). Né va dimenticato che l&#8217;area in cui sorge la villa è indicata nei documenti e nelle carte ottocentesche come “località Grotte”, un chiaro segnale che alcuni ambienti erano stati presumibilmente già “scoperti” e usati come cantine.</p>
<p>La villa marittima risale al I sec. d. C.: ha dunque duemila anni di vita, ha i suoi acciacchi, come si conviene ad un vecchietto che ne ha viste tante. Merita le nostre cure e le nostre attenzioni. Merita di essere celebrata e conosciuta. E forse ulteriormente studiata. Per il momento ricordiamoci almeno della sua esistenza.</p>
<p>Un&#8217;ultima nota: esistono già degli studi sul sito archeologico e sarebbe opportuno che essi fossero raccolti nella Biblioteca comunale (se ancora non è stato fatto), accanto alla documentazione fotografica e audiovisiva esistente. Mi permetto di segnalare ai più curiosi una chicca: sul sito internet dell&#8217;Istituto Luce è possibile rintracciare un brevissimo filmato sui lavori di scavo risalenti agli anni Trenta.</p>
<p>Un punto di partenza obbligato, forse, per rendere attuali questi elementari auspici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">Dott. Prof. Gambardella Massimo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>XI^ PUNTATA: DUE VECCHI AMICI</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 08:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dla</dc:creator>
				<category><![CDATA[romanzi satirici]]></category>
		<category><![CDATA[architetto Christian De Iuliis]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Iuliis]]></category>
		<category><![CDATA[cultura costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo satirico]]></category>

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		<description><![CDATA[COSTA D´AMALFI: &#8230; QUEL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA&#8230;(XI^ PUNTATA) Piazza d&#8217;Italia (G. De Chirico) XI^ PUNTATA: DUE VECCHI AMICI Nota dell&#8217;autore: Gentili lettori, in qualità di autore [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSTA D´AMALFI: &#8230; QUEL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA&#8230;(XI^ PUNTATA)</p>
<p>Piazza d&#8217;Italia (G. De Chirico)<br />
XI^ PUNTATA: DUE VECCHI AMICI</p>
<p><strong><em>Nota dell&#8217;autore: Gentili lettori, in qualità di autore del romanzo a puntate in oggetto, anche in seguito del discreto successo di pubblico che sta ricevendo, volevo precisare che il testo non ha nessun intento diffamatorio; si tratta dunque, semplicemente, di un esercizio di satira e gli eventi sono assolutamente frutto della mia fantasia e sono strettamente di natura umoristica. Mi auguro dunque che gli esponenti delle categorie professionali (politici, forze dell&#8217;ordine, architetti, magistrati) che, a rotazione, faranno parte del romanzo, lo ricevano senza indispettirsi e con la giusta dose di ironia e di leggerezza che merita.</em></strong></p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 25px; margin-bottom: 25px; margin-left: 35px; margin-right: 35px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" title="COSTA D´AMALFI: ...QUEL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA...(XI^ PUNTATA)" src="http://www.positanonews.it/publicnew/articles/2012/Aprile/new/newPiazza_Ditalia_G_De_Chirico_.jpg" alt="" width="250" height="315" />RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI: Siamo nel 2023, mentre continua il blitz della Guardia di Finanza in Costa d&#8217;Amalfi, in particolare nei confronti della vecchia merceria in piazza, accerchiata dagli uomini in grigio, un militare mi sottopone ad un interrogatorio dove i miei presunti alibi barcollano.</p>
<p>Il comandante Della Fiore venne verso di noi, riconobbi la sua camminata con le gambe leggermente ad “ics” e le mani grandi. Identiche a quando stringeva il manubrio del suo “ciao” ed accelerava a manetta. La forma della sua schiena robusta mi faceva sempre ripensare a quella vecchia canzone che cominciava così: “Un uomo con le spalle larghe ecco cosa ci vorrebbe per te”. Quando fu ad un metro ci guardammo negli occhi e fu come tornare indietro di 30 anni, sui banchi di scuola, ai finali dei temi d’italiano e alle ripetizioni di chimica sul terrazzo di casa sua.<span id="more-96"></span></p>
<p>“Comandante” disse l’agente rompendo la magia di quegli attimi: “il giovanotto è un delinquente. In cinque minuti gli ho trovato già 5 capi di imputazione. Evasione fiscale, aggiotaggio, falso in bilancio, riciclaggio ed infine non ha un alibi per il pomeriggio del 4 Settembre 2015”. Il comandante scosse il capo mentre lo guardava perplesso.</p>
<p>Proseguì: “Durante l’interrogatorio di rito, è emerso che il delinquente qui presente svolge la libera professione di architetto. Per cui è impossibile che possegga ancora beni mobili ed immobili. In base all’ultimo redditometro, quello aggiornato, gli architetti sono tutti in passivo e vivono sotto i ponti”. A questo punto anche io presi a guardarlo piuttosto perplesso.</p>
<p>“Inoltre, comandante, se mi consente, prima mentre effettuavo la perquisizione d’ordinanza ho notato almeno una moneta nella tasca dei pantaloni”. Il trasporto di contante era assolutamente vietato però il mio era un portachiavi, ma non protestai. “Quindi o è uno spacciatore o un agente dei servizi segreti stranieri. Comunque per tutti questi reati, possiamo processare il giovanotto immediatamente, ne abbiamo facoltà, ed in cinque minuti dargli trent’anni. Anche trentacinque per la fragranza di reato”.</p>
<p>“Flagranza, Fla, con la L” lo corresse il comandante Della Fiore.</p>
<p>“Vada pure, mi occupo io del signore” disse Della Fiore con tono sicuro. L’agente rimase immobile, stupito, finche il comandante non ribadì il saluto con un eloquente gesto della mano “Vada a mettere un grattino sulla volante, prima che quel vigile ci faccia il verbale e posi quel manganello prima che qualcuno si faccia male”. L’agente obbedì all’ordine e si allontanò, riponendo l’arma nel fodero.</p>
<p>Rimanemmo soli, io e il comandante Della Fiore, Giuseppe come lo chiamavo a scuola, fermi in un angolo di una piazza in un’era pre-glaciale e forse anche pre-atomica. Sembravamo due manichini, protagonisti di un quadro metafisico, nella desolazione di un non-luogo, proprio come in una piazza Dechirichiana.</p>
<p>La gara era a chi parlasse prima, chi avrebbe trovato prima dell’altro le parole giuste per ricominciare un discorso surreale, interrotto quando si era ancora poco più che ragazzi.</p>
<p>“Hai ancora quel ciao blu ?”, ruppi io l’indugio. E riconosco che non fu un esordio brillante, ma fu la prima cosa che mi venne in mente.</p>
<p>“No. Girare senza freni era diventato troppo pericoloso. L’ho regalato a mio nipote”, continuò: “Scusami per il ragazzo, ha metodi un po’ ruvidi ma non è cattivo. Sai, far rispettare leggi folli, rende instabili”</p>
<p>“Ma come sei finito in finanza ?” non gli riconoscevo questo amore per le divise.</p>
<p>“E’ una lunga storia, se ci fosse ancora un bar aperto te la racconterei dinanzi ad un caffè, ma l’ultimo lo abbiamo chiuso la settimana scorsa; serviva in tazze dal diametro non regolamentare”</p>
<p>“Non avevi una ditta edile ?” gli chiesi.</p>
<p>“Ecco appunto”, e accompagnò queste parole con una smorfia di rammarico: “L’ho tenuta su per quasi vent’anni, ho fatto salti mortali per farla andare avanti. Costeggiando anche la legge, era inevitabile. Poi furono proprio loro a chiudermi”. E mentre diceva “loro” indicò la macchina dalla quale era disceso qualche minuto prima, prendendo improvvisamente le distanze dal suo corpo d’arma. “Allora pensai che quando non puoi più sconfiggere il nemico, ti conviene allearti. Al concorso mi presero subito, nessuno conosceva i trucchi per evadere il fisco come me”.</p>
<p>Alludeva al maxi-concorso del 2019, sapevo che era entrato in quel modo; “…un uomo con le spalle larghe, lo sa bene lui come si fa…”, pensai. Era vero, quella canzone tornava, precisa, tutte le volte che pensavo a Della Fiore.</p>
<p>“Senti, toglimi una curiosità, ma cosa diavolo è successo il 4 Settembre del 2015 ?”</p>
<p>“Lascia stare, sarebbe troppo difficile da spiegare. Dimmi di te. Fai ancora l’architetto ? Ma come fai in costa d’Amalfi a voler fare ancora l’architetto ? Sarebbe più semplice aprire una gelateria in Groenlandia”.</p>
<p>“Cosa vuoi che ti dica. Era il mio sogno da quando ero piccolo. Lo scrissi già in un tema in quinta elementare…”.</p>
<p>“Non sarà ancora che credi ancora ai sogni, alla giustizia, al destino e alla buona sorte ?”, mi interruppe Della Fiore.</p>
<p>Incredibile, tornavano sempre le parole della canzone: “… un uomo con le spalle larghe, la fortuna non sa nemmeno che è …”.</p>
<p>“Ma se smettiamo di credere ai sogni, cosa ci rimane ?” risposi. Della Fiore non replicò ma neanche annuì. Semplicemente tacque, come non faceva mai.</p>
<p>Erano le dieci del mattino di un Febbraio inutile. Diciotto uomini della Guardia di Finanza avevano circondato l’unico esercizio commerciale ancora aperto in costa d’Amalfi. L’aria era pesante come un piatto di peperoni a cena e soffiava un vento freddo e secco. Due uomini, vecchi amici, quasi cinquantenni guardavano quella scena surreale a 30 metri di distanza, senza parlare. Le mani in tasca ed il bavero della giacca alzato.</p>
<p>Trascorsero secondi interminabili. Potevano essere soltanto dieci o minuti interi. Le operazioni davanti a noi si svolgevano come in un’altra dimensione, in un tempo sospeso e differente. L’uomo con le sue spalle larghe e la sua buona misura del tempo, guardava come assente una scena dove avrebbe dovuto essere ma che non aveva voglia di raggiungere.</p>
<p>“Giuseppe, tu dei tuoi sogni cosa ne hai fatto ?” gli chiesi improvvisamente.</p>
<p>Ma lui si stava già allontanando. Ma comunque non avrebbe mai risposto. Un comandante non può mostrare debolezza in servizio, perché: “… poi potresti vederlo piangere, come gli uomini non fanno…”*.</p>
<p>*: La canzone è “Spalle larghe” di F. De Gregori (1987)<br />
(continua – 11)</p>
<p>Christian De Iuliis</p>
<p><a title="Architetto Christian De Iuliis" href="http://www.christiandeiuliis.it">www.christiandeiuliis.it</a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/fVQCma5xdiI" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
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		<title>&#8220;Il sogno italiano&#8221; di Alberta Ferretti a Positano</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 18:27:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Moda e tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[alberta Ferretti]]></category>
		<category><![CDATA[Costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[Italian fashion style]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;espressione &#8220;moda italiana&#8221; significa tante cose. E&#8217; innanzitutto sinonimo di eleganza, raffinatezza, armonia delle forme e dei colori, buon gusto, il tutto ben dosato, senza i pericolosi eccessi [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 15px; margin-bottom: 15px; margin-left: 25px; margin-right: 25px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://d3pnveezgteiph.cloudfront.net/impulse/v201204042352p/ipad/images/products/alberta_side_image.jpg" alt="" width="143" height="440" />L&#8217;espressione &#8220;<strong>moda italiana</strong>&#8221; significa tante cose.</p>
<p>E&#8217; innanzitutto sinonimo di eleganza, raffinatezza, armonia delle forme e dei colori, buon gusto, il tutto ben dosato, senza i pericolosi eccessi che oltrepassano il delicato confine tra l&#8217;essere &#8220;Ben vestiti&#8221; e l&#8217;odiosa artificiosità da &#8220;occasione importante&#8221;.</p>
<p>Vestirsi all&#8217;italiana è decisamente uno stile di vita.</p>
<p>Significa sentirsi bene con sé stessi, scegliere la qualità, conoscere bene la propria figura, significa cura dei dettagli senza farsi prendere troppo la mano e senza prendersi troppo sul serio (da cui l&#8217;artificiosità di cui sopra).</p>
<p>Il tutto, e questo è decisamente importante di questi tempi, senza spendere un capitale.</p>
<p>La moda italiana, tra le tante caratteristiche, è democratica.</p>
<p>Lo charme tipicamente italiano non si acquista in boutique: o ce l&#8217;hai o non ce l&#8217;hai. Questo le italiane lo sanno benissimo e ne vanno fiere.<span id="more-90"></span></p>
<p>E ne va fiera anche la stilista Italiana <a href="http://www.albertaferretti.com/">Alberta Ferretti</a> che del &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Made_in_Italy">Made in Italy</a>&#8221; ha fatto una ragione di vita, ispirando tutte le sue collezioni all&#8217;eleganza ed alla raffinatezza in tipico Italian Style.</p>
<p>E dato che sono tempi duri per tutte ha deciso di lanciare per Macy&#8217;s (il colosso americano dell&#8217;abbigliamento low cost) una capsule collection <em>low cost</em> con capi d&#8217;abbigliamento che partono da un budget minimo di 36 euro fino ad un massimo di 82.</p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 25px; margin-bottom: 25px; margin-left: 35px; margin-right: 35px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://d3pnveezgteiph.cloudfront.net/impulse/v201204042352p/ipad/images/nav/logo.png" alt="" width="266" height="94" />La collezione &#8220;<strong>Impulse</strong>&#8221; verrà lanciata il 17 aprile in 185 punti vendita Macy&#8217;s negli Usa e sul sito <a href="http://www.macys.com/campaign/social?campaign_id=202&amp;channel_id=1&amp;bundle_entryPath=/products/albertaPool">www.macys.com</a> (che spedisce in tutto il mondo, Italia compresa!).</p>
<p>Il tutto per portare il &#8220;sogno italiano&#8221; in tutti il mondo, ma soprattutto per renderlo alla portata di tutte.</p>
<p>La modella scelta per interpretare questa collezione fresca, giovane e colorata, non poteva che essere una bellissima e seducente Italiana: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mariacarla_Boscono">Maria Carla Boscono</a>, modella e attrice teatrale.</p>
<p>E lo sfondo ideale per il servizio fotografico non <img class="alignleft" style="line-height: 24px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid; margin: 35px;" src="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/images/costiera/Positano%20di%20notte.JPG" alt="" width="230" height="154" />poteva che essere uno splendido scenario della <a href="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/costiera-amalfitana.html">Cost</a><a href="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/costiera-amalfitana.html">iera Amalfitana</a>: la caratteristica <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Positano">Positano</a>, con le sue casette bianche addossate l&#8217;una all&#8217;altra e un mare limpido che si staglia su uno sfondo solare,allegro ed estivo, proprio come i capi della collezione e gli abiti drappeggiati con stampe che si ispirano ai colori della Costiera Amalfitana!</p>
<p>Ecco a voi il Made In Italy: Il connubio vincente tra raffinatezza ed eleganza, senza dimenticare un pizzico di naturale bellezza.</p>
<p>Ed in Costiera Amalfitana, si sa, la bellezza è di casa!</p>
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		<title>i’ che casatiello</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 06:56:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dolci Tipici]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello salato]]></category>
		<category><![CDATA[cassatiello dolce]]></category>
		<category><![CDATA[dolci tipici di Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[tortano]]></category>

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		<description><![CDATA[« E,venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«</strong> <em>E,venuto lo juorno destenato, oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante <a title="Pastiera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pastiera">pastiere</a> e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato.</em> <strong>» (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_gatta_Cenerentola">Giambattista Basile – la gatta cenerentola</a>).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 25px; margin-bottom: 25px; margin-left: 35px; margin-right: 35px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/9339/medium/HPIM1868.JPG" alt="" width="350" height="263" />Come tutti i buongustai sapranno, Il <a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">Tòrtano</a>, conosciuto anche come “<a title="Il casatiello (o tortano)" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/04/il-casatiello-o-tortano/">casatiello</a>”,  è una torta rustica della cucina campana, tipica del periodo pasquale.</p>
<p>L’ingrediente base è la pasta di pane, arricchita con stutto, pepe, formaggi, salumi e cicoli e fatta lievitare una seconda volta.</p>
<p>Di solito accompagna gli antipasti del <a title="Il menù tipico per Pasqua e Pasquetta." href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/il-menu-tipico-per-pasqua-e-pasquetta/">pranzo di Pasqua e le allegre scampagnate del Lunedì in Albis</a>, dato che, per i suoi ingredienti, costituisce anche un ottimo piatto unico da asporto, oltre che uno sfizioso spuntino, se servito in piccole porzioni, in moderno stile “finger food”.</p>
<p>Dato che si tratta di uno dei “capisaldi” della cucina campana , ma soprattutto Napoletana, sarà il caso di raccontarne un po’ le origini che, come spesso accade, sono piuttosto discusse da chi orgogliosamente ne rivendica la paternità.</p>
<p>La parola <a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">casatiello</a> deriva dal latino “caseus”, che vuol dire “formaggio, quindi se l’etimologia non inganna, probabilmente il termine potrebbe derivare dal fatto che veniva utilizzato del formaggio nell’impasto della ricetta originale salata, oppure dal profumo di strutto, simile all’odore del formaggio che avrebbe suggerito il nome.</p>
<p>Questa piccola ricostruzione, quindi, lascerebbe pochi dubbi: il casatiello in origine sarebbe stato un piatto salato. In realtà, come molti sapranno, esiste anche una versione dolce del Casatiello.</p>
<p>Secondo alcune fonti, il <a href="http://saporedivaniglia.blogspot.it/2009/04/casatiello-dolce.html">casatiello dolce</a> sarebbe stato tipico della zona costiera, mentre la tradizione del <a title="Il casatiello (o tortano)" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/04/il-casatiello-o-tortano/">casatiello salato</a> sarebbe stata tipica di Napoli e della zona interna, compresi i quartieri di Napoli che una volta erano comuni a se’, come Secondigliano.</p>
<p>Alcuni anni fa il Mattino, per non scontentare nessuno dei suoi lettori, pubblicò entrambe le ricette del casatiello, generando una certa confusione, tra casatiello e tortano.Sembra infatti che da quel momento si sia diffusa voce che la ricetta originale del <a href="http://www.cookaround.com/yabbse1/entry.php?b=48459">casatiello</a> sia quella dolce, mentre quello salato si chiamarebbe <a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">tortan</a>o.</p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 35px; margin-bottom: 35px; margin-left: 30px; margin-right: 30px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/03/casatiello.jpg?w=490" alt="" width="294" height="195" />Anche se la preparazione è pressoché identica, esiste una piccola, ma significativa distinzione tra <a title="Il casatiello (o tortano)" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/04/il-casatiello-o-tortano/">tortano e casatiello</a>: la ricetta del primo prevede che le uova vengano poste sulla pasta crude, intere e col guscio, fermate da striscioline di pasta disposte a forma di croce, quella del casatiello, invece, prevede che le uova sode e tagliate a pezzetti vengano unite all’impasto.<span id="more-86"></span></p>
<p>Nel casatiello ogni ingrediente e persino la forma rivestono un significato particolare nella simbologia pasquale.</p>
<p>Le uova, ad esempio, che nel casatiello vengono disposte sulla superficie e tenute ferme mediante striscioline di pasta disposte a croce (altra simbologia: la Croce del Cristo), rappresentano proprio la <a title="Il venerdì Santo ad Amalfi e Minori" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/04/il-venerdi-santo-ad-amalfi-e-minori/">tradizione cristiana che paragona Gesù che esce dal sepolcro</a> al pulcino che esce dal guscio.</p>
<p>La forma stessa del casatiello, a ciambella, rappresenta la corona di spine: mangiandola ci si ricorda del calvario del Salvatore e si lenisce quella sofferenza distruggendo una delle sue cause: la corona di spine, per l’appunto.</p>
<p>Il casatiello per molto tempo è stato rimpiazzato dal tortano, probabilmente perché la preparazione di quest’ultimo richiedeva meno tempo. In realtà, è stata proprio la lunga assenza del casatiello dalle tavole imbandite per il <a title="Il menù tipico per Pasqua e Pasquetta." href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/il-menu-tipico-per-pasqua-e-pasquetta/">pranzone di Pasqua</a>, a farlo tornare di moda.</p>
<p>Negli ultimi anni si è avuta un’inversione di rotta: i panietteri hanno cominciato a preparare di nuovo il casatiello che, soprattutto a <a href="www.hotelsantalucia.it/Italia/offerte-speciali/Pasqua-e-Pasquetta.html">Pasqua</a>, si vende come il pane.</p>
<p>In effetti, dopo averlo assaggiato, come farne a meno?</p>
<p>Solo un consiglio: mai esagerare col casatiello, perché che è buono si sa, ma è di una pesantezza proverbiale. A Napoli si dice: “i’ che casatiello”, proprio per indicare una persona pesante e noiosa.</p>
<p>Il <a href="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/offerte-speciali/pranzo-Pasqua.html">pranzone di Pasqua</a> da noi è abbondante…</p>
<p>Uomo avvisato….!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il casatiello (o tortano)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 16:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dla</dc:creator>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello salato]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello tipico con uova sode]]></category>
		<category><![CDATA[tortano]]></category>
		<category><![CDATA[tortano con la sugna]]></category>

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		<description><![CDATA[La primavera, tanto attesa, è finalmente arrivata! La dolcezza del clima, le ore di luce, la bellezza di questi luoghi, sembrano invitarci a trascorrere qualche ora all&#8217;aperto, ad [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La primavera, tanto attesa, è finalmente arrivata! La dolcezza del clima, le ore di luce, la bellezza di questi luoghi, sembrano invitarci a trascorrere qualche ora all&#8217;aperto, ad organizzare spensierati pic-nic sull&#8217;erba.</p>
<p>Oggi parliamo di una delle specialità del periodo di <a href="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/offerte-speciali/Pasqua-e-Pasquetta.html">Pasqua e Pasquetta</a> nella nostra regione: ecco la ricetta di una tipicità gastronomica campana, immancabile sulla tavola imbandita per il &#8220;<a href="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/offerte-speciali/pranzo-Pasqua.html">Pranzone Di Pasqua</a>&#8221; e tra le vivande di chi trascorrerà in campagna il giorno di Pasquetta: <a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">Il casatiello</a>!<span id="more-60"></span></p>
<p>Gli ingredienti per un casatiello abbastanza grande sono:</p>
<p>Per la pasta:<br />
- 1 kg di farina<br />
- 2 cubetti di lievito di birra<br />
- 100 grammi di sugna (strutto)<br />
- sale (poco)<br />
- pepe (in abbondanza)</p>
<p>Per il ripieno:<br />
- 400 grammi di pecorino (oppure altri formaggi misti: emmenthal, fontina, grana, provolone piccante, ecc&#8230;)<br />
- 400 grammi di salame tipo Napoli<br />
- Sale , pepe</p>
<p>Per la guarnizione:<br />
- 5 uova.</p>
<p>Procedimento:<br />
- Stemperate il lievito in acqua tiepida (che non sia troppo calda).<br />
-Disponete la farina a fontana, ponetevi al centro lo strutto, il sale, il pepe, il lievito sciolto nell&#8217;acqua, e aiutandovi con altra acqua tiepida, mescolate tutto fino a ottenere una pasta morbida che lavorerete con forza per una diecina di minuti battendola sul tavolo.</p>
<p>-Fatela poi crescere in una terrina coperta, in luogo tiepido, per un paio d&#8217;ore o fin quando la pasta avrà raddoppiato di volume.</p>
<p>-Tagliate tutti i formaggi e il salame a dadini.</p>
<p>-Quando la pasta sarà cresciuta, staccatene una pagnottella e tenetela da parte.</p>
<p>-Battete tutto l&#8217;impasto rimanente con le mani e stendetela allo spessore di un centimetro.</p>
<p>-Disponete su tutta la superficie, uniformemente, il ripieno, e arrotolate con delicatezza la pasta, il più strettamente possibile.</p>
<p>-Ungete di strutto un ruoto (uno stampo largo col buco centrale);</p>
<p>-disponetevi il rotolo di pasta a ciambella, unendone bene le estremità e rimettetelo a crescere in luogo tiepido coprendolo con un panno.</p>
<p>-Quando il casatiello avrà lievitato (accorreranno almeno due ore), disponete le 5 uova su di esso a intervalli regolari, e fermatele con delle striscioline incrociate fatte con la pasta che avete tenuto da parte.</p>
<p>-Infine infornatelo a forno già riscaldato a 160° per i primi 10 minuti poi a 170°-180° per un&#8217;ora di cottura complessiva.</p>
<p>-Sformatelo quando sarà tiepido.</p>
<p>Osservazioni: alle volte, quando nella pasta ci sono grassi e ripieno, la lievitazione tarda a verificarsi; sarebbe quindi opportuno, per non avere sorprese, fare la pasta il giorno precedente a quello in cui verrà consumato.</p>
<p>Nb: la ricetta del tortano è la stessa. La differenza sta nella disposizione delle uova che, nel casatiello, vengono disposte intere sulla superficie, mentre nel caso del tortano, vengono mescolate insieme agli ingredienti del ripieno, sode e tagliate a pezzettini!</p>
<p>Buon appetito!</p>
<p>(fonte: <a href="http://www.casatiello.it">www.casatiello.it</a>)</p>
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		<title>Il venerdì Santo ad Amalfi e Minori</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 10:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Settimana Santa e Pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[VENERDI SANTO AD AMALFI In tutta la Costiera viene ripercorso con intensità e drammaticità uno dei momenti più incisivi della Pasqua. Evente principale del Venerdi Santo è la [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VENERDI SANTO AD AMALFI</strong></p>
<p>In tutta la Costiera viene ripercorso con intensità e drammaticità uno dei momenti più incisivi della Pasqua. Evente principale del Venerdi Santo è la Via Crucis.<br />
Ad Amalfi la processione acuisce i suoi toni mesti.<br />
E&#8217; nella vicinissima Atrani che ha inizio la processione: i battenti con in religioso silenzio sorreggono il Cristo morto e la statua dell&#8217; Addolorata.</p>
<p>I battenti percorrono le buie stradine della città fin ad arrivare alla Cattedrale dove è riposto il Cristo.<span id="more-53"></span></p>
<p>La città viene illuminata solo dalla luce delle fiaccole e delle braciere e tutta la cerimonia è accompagnata dalla musica di un compositore amalfitano, Antonio Tirabassi, accompagnata da un coro di voci che simboleggia la partecipazione disperata della Madonna all&#8217;evento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>VENERDI SANTO A MINORI</p>
<p>Di grande impatto è la tradizione del Venerdi Santo a Minori.<br />
Le vie del paese vengono illuminate da fiaccole e lumini che contribuiscono a creare un&#8217; atmosfera sacrale. Il pavimento della Basilica di Santa Trofimena e l&#8217; Altare della Reposizione vengono adornati dal<br />
grano portato dai bambini che si stanno preparando a ricevere la prima Comunione il giorno del Mercoledì Santo . Il grano costituisce così un tappeto decorativo.</p>
<p>Protagonisti della Via Crucis sono invece i Battenti: uomini vestiti di bianco che portano in vita una rozza corda di canapa a mo&#8217; di cintura, in ricordo delle fustigazioni subite dal Cristo.<br />
Il giorno del Giovedì Santo i Battenti percorrono le vie del centro intonando un canto straziante dalla plurisecolare tradizione. Singolare è il tono del canto che distingue due diversi momenti del rito: il<br />
tono basso &#8220;&#8216;e vascie&#8221; per il Giovedi Santo e quello alto &#8220;&#8216;e ngoppe&#8221; per il Venerdi Santo. Il canto simboleggia il pentimento degli uomini per avere ucciso Cristo.</p>
<p>I Battenti tornano in Basilica a notte fonda. La via Crucis inizia nel pomeriggio del Venerdi e raggiunge i villaggi ubicati in collina.</p>
<p>La funzione continua in Basilica dove s&#8217; innalza la croce con il Cristo morente dall&#8217; antico altare marmoreo. Successivamente il sacerdote schioda Gesù dalla Croce e lo ripone nel sepolcro.</p>
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		<title>Il menù tipico per Pasqua e Pasquetta.</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 04:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dla</dc:creator>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello dolce]]></category>
		<category><![CDATA[dolci tipici di Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[il menu della domenica di Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Pastiera]]></category>
		<category><![CDATA[tortano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni ricorrenza, si sa, ha la sua tradizione culinaria, soprattutto quando parliamo del Sud Italia; se poi parliamo della Campania ed, in particolare, di Costiera Amalfitana e dintorni, [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid; margin: 25px;" src="http://www.ircfiles.com/misya2/2008/03/pastieranapoletana.JPG" alt="" width="300" height="225" />Ogni ricorrenza, si sa, ha la sua tradizione culinaria, soprattutto quando parliamo del Sud Italia; se poi parliamo della Campania ed, in particolare, di <strong>Costiera Amalfitana</strong> e dintorni, non si può fare a meno di spendere qualche parola in merito!</p>
<p>Quando si parla di &#8220;<a href="http://www.tnamalficoast.it/tradizione-rivisitazione.html">cucina tradizionale</a>&#8220;, si parla soprattutto della cultura di un popolo.</p>
<p>La nostra è una cucina essenzialmente povera, basata sui agricoli di una terra che, favorita dalla dolcezza del clima, possiede le caratteristiche ottimali per offrirsi con generosità ad una delle tradizioni gastronomiche più invidiate al mondo!<span id="more-57"></span></p>
<p>Il risultato è una cucina fantasiosa e variegata che, nel corso della tradizione, ha saputo mettere in risalto <a href="http://www.tnamalficoast.it/cucina.html">profumi e sapori</a>.</p>
<p>Se è vero che &#8220;l&#8217;uomo è quel che mangia&#8221; (Feuerbach), allora da queste parti si è davvero fortunati.</p>
<p>Anche se il <a href="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/offerte-speciali/pranzo-Pasqua.html">menù di Pasqua</a> è meno impegnativo rispetto a quello natalizio , è meglio non farsi trovare impreparati!</p>
<p>Ecco un tipico &#8220;menù della tradizione&#8221;, per entrare nel vivo della festività&#8230;anche a Tavola!</p>
<p>Il pranzo pasquale inizia con la classica &#8220;fellata&#8221;, l&#8217;antipasto costituito da uova sode, salame (la cosiddetta &#8220;soppressata&#8221;), ricotta salata, capocollo, prosciutto, pancetta, provolone, acciughe, olive ed altro a piacere. I più &#8220;coraggiosi&#8221; vi aggiungono anche fette di <a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">tortano</a>, pizze rustiche o torte salate a piacere&#8230;(Del resto le tradizioni sono belle per le infinite varianti che propongono!).</p>
<p>Il primo piatto del pranzo di Pasqua  è costituito dalla classica Pasta al forno, mentre per il secondo si opta per il capretto con le patate.</p>
<p>&#8220;L&#8217;abbuffata&#8221; si conclude con i dolci tipici: la <a title="La ricetta della pastiera napoletana" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/la-ricetta-della-pastiera-napoletana/">pastiera</a>, il <a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">casatiello dolce</a> e la cioccolata delle uova.</p>
<p>Il lunedì in albis, da trascorrere in campagna o fuori porta, prevede torte rustiche, il tortano (preparato alcuni giorni prima e &#8220;sopravvisuto&#8221; al pranzo del giorno precedente), pizze di maccheroni di ogni sorta (bianche, rosse, con ziti o con spaghetti), pastiera e casatiello.</p>
<p>E&#8217; bene ricordare che <a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">Tortano</a>, <a title="Il casatiello (o tortano)" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/04/il-casatiello-o-tortano/">casatiello</a> e <a title="La ricetta della pastiera napoletana" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/la-ricetta-della-pastiera-napoletana/">pastiera</a> devono essere preparati con un margine di anticipo per una resa ottimale.</p>
<p>E&#8217; ora di mettersi all&#8217;opera!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il casatiello Dolce.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 16:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dla</dc:creator>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello dolce]]></category>
		<category><![CDATA[pecorella di zucchero]]></category>
		<category><![CDATA[specialità Pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla ricerca della ricetta del casatiello dolce, ci si imbatte in numerosi siti di cucina, per lo più campani e se ci si sofferma sui commenti alle varie [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla ricerca della ricetta del <a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">casatiello dolce</a>, ci si imbatte in numerosi siti di cucina, per lo più campani e se ci si sofferma sui commenti alle varie ricette, facilmente ci si imbatte in affermazioni di questo tipo:</p>
<p>&#8220;<em>E’ un odore a me molto caro, viste le mie chiare origini procidane. Mia madre preparava questo tipo di casatiello, per accontentare e rinverdire le origine del mio papà procidano. Ricordo che si andava ad infornarli al forno del fornaio vicino casa nostra, che ci forniva anche il criscito madre, era un pò il forno di tutte le famiglie del quartiere. Il nostro bel casatiello si distingueva dagli altri dolci che venivano preparati per la pasqua, ma ben presto molte delle persone che condividevano questo rito dell’infornata, si fecero dare la ricetta da mia madre e nei successsivi anni molti incominciarono a preparalo.</em><br />
<em> Se dovessi dirvi che era il dolce che più amavo non me la sento di dire, anche perchè era bello grosso è durava anche una settimana e chiaramente non si doveva buttare via, quindi dopo quattro, cinque giorni, incominciava anche ad essere un pochettino duro, e poi purtroppo era perdente rispetto alle pastiere.</em><br />
<em> Oggi, però, quando lo trovo da mangiare, non ne lascio nemmeno una briciola sul tavolo, soprattutto perchè mi fa ritornare in mente, l’infanzia bella, di quegli anni, ma soprattutto mi ricorda l’invasione degli odori di tutte le preparazioni che uscivano dalla cucina di mia madre e delle tante mamme che preparavano, quasi sempre nella stessa giornata, i casatielli, dolce e salato, le pastiere e panettoni vari</em>&#8221; (commento di Rosario Mattera dal sito: <a href="http://www.lucianopignataro.it/">http://www.lucianopignataro.it</a>).</p>
<p>E&#8217; un commento che lascia piacevolmente stupiti, di quello stupore che sa d&#8217;infanzia e ricordi semplici semplici, proprio come la ricetta che sarà di seguito postata.<span id="more-64"></span></p>
<p>In tempi frenetici, come questi, in tempi di &#8220;crisi&#8221;, sia economica che dei valori, uno sguardo sereno alle nostre tradizioni e al nostro passato, fatto di profumi e sensazioni, è sempre benefico.</p>
<p>Concedersi un sorriso, mentre si è cullati dai ricordi: un ottimo motivo per non dimenticare le nostre secolari tradizioni e per portarle avanti, insegnandole alle nuove generazioni, affinchè il progresso, la tecnologia, il mito della velocità e del &#8220;tutto e subito&#8221;, non spazzino via le piccole gioie che ancora sopravvivono nelle nostre case e durante le nostre feste.</p>
<p>Prima di riportare la ricetta del casatiello dolce, è giusto fare qualche piccola notazione e contestualizzazione stagionale.</p>
<p>L&#8217;elemento indispensabile di questo dolce così semplice all&#8217;apparenza, è il &#8220;criscito&#8221;, la pasta madre che tanti anni fa si preparava in casa e che oggi si compra dal panettiere. Questa pasta ne garantisce un&#8217;ottima conservazione, tanto che si conserva fino ad una settimana dopo (si indurisce un po&#8217;, ma prima, si sa, non si buttava via niente e veniva consumato col latte della prima colazione).</p>
<p>La preparazione del casatiello richiede due giorni e una notte, quindi è bene armarsi di una buona dose di &#8220;Santa Pacienza&#8221;, indispensabile in ogni cosa, se si vogliono ottenere buoni risultati. (Imparare l&#8217;arte della pazienza non sarà mai inutile!).</p>
<p>Ricordiamo con piacere la giornata della <a title="Il menù tipico per Pasqua e Pasquetta." href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/il-menu-tipico-per-pasqua-e-pasquetta/">Pasquetta</a>, quando oltre alle pietanze che portavamo per la gita fuori porta &#8211; la <a title="La ricetta della pastiera napoletana" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/la-ricetta-della-pastiera-napoletana/">pastiera</a> fra per antipasto di dolce -, mangiavamo il &#8220;<a title="O’ casatiello" href="http://www.costadiamalfi.info/2012/03/o-casatiello/">casatiello</a>&#8221; con la pecorella di zucchero, quasi sempre intera perchè ci sembrava brutto romperla <img src='http://www.costadiamalfi.info/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ed ecco la ricetta!</p>
<p>Ingredienti per un casatiello</p>
<p>Per l’impasto:<br />
500 g. di farina<br />
4 uova<br />
250 g. di zucchero<br />
125 g. di sugna<br />
100 g. di criscito (pasta madre)<br />
1 arancia di giardino premuta<br />
un bicchierino di liquore Strega<br />
cannella, chiodi di garofano</p>
<p>per la decorazione:<br />
4 uova<br />
albume d’uovo montato a neve<br />
zucchero a velo<br />
qualche goccia di limone<br />
confettini “diavulilli”</p>
<p>Conviene cominciare la preparazione di sera, per aver il tempo di “rinfrescare” l’impasto per due volte. Aggiungere al criscito un uovo, un cucchiaio di farina ed un cucchiaio di zucchero; impastare e lasciar riposare e lievitare per una notte. Il giorno dopo ripetere l’operazione, aggiungendo gli stessi ingredienti.<br />
Dopo 12 ore aggiungere quel che resta della farina, dello zucchero e della sugna, le altre due uova e gli aromi e continuare a lavorare. Ungere con la sugna uno stampo col buco centrale, riempirlo con l’impasto ottenuto ed immergervi le restanti 4 uova, coprendole con piccole striscette di pasta a croce. Lasciare il casatiello a riposare e lievitare al caldo sino a che l’impasto non avrà quasi ricoperto le uova.<br />
Solo a questo punto infornare a 180 gradi, in un forno già caldo, per circa un’ora. Dopo la cottura decorare con il bianco montato a neve insieme allo zucchero a velo ed al limone e cospargere con i piccoli confettini colorati chiamati “diavulilli”.</p>
<p>(La ricetta è presa di sana pianta dal sito : <a href="http://www.lucianopignataro.it/">http://www.lucianopignataro.it</a>)</p>
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		<title>La domenica delle Palme</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 09:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dla</dc:creator>
				<category><![CDATA[Settimana Santa e Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[Domenica delle palme]]></category>
		<category><![CDATA[Settimana Santa]]></category>
		<category><![CDATA[usanze e tradizioni di Pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; il sacro rituale della domenica delle Palme a dare inizio alla Settimana Santa. Nel calendario liturgico cattolico precede la festività della Pasqua, principale momento della cristianità. Viene [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 25px; margin-bottom: 25px; margin-left: 32px; margin-right: 32px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://www.maranatha.it/Festiv2/quaresB/PalmeB-w2.jpg" alt="" width="235" height="193" />E&#8217; il sacro rituale della domenica delle Palme a dare inizio alla <a href="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/offerte-speciali/Pasqua-e-Pasquetta.html">Settimana Santa</a>. Nel calendario liturgico cattolico precede la festività della Pasqua, principale momento della cristianità.</p>
<p>Viene ricordata così il saluto della folla in festa a Gesù, che fece il suo ingresso a Gerusalemme in groppo ad un asino, la folla recava in mano rami di palma e salutò Gesù con reverenza e onore.<span id="more-43"></span></p>
<p>L&#8217; evento ha segnato così la storia della cristianità e viene celebrato, tradizionalmente, ripercorrendo le tappe essenziali di quel giorno.</p>
<p>La ricorrenza avviene in tutte le chiese della costiera dove i fedeli, con i rami di ulivo in mano, vengono benedetti dal sacerdote.</p>
<p>E&#8217; un momento particolarmente intenso in quanto simboleggia la pace e la riconciliazione tra i popoli.</p>
<p>I rametti di ulivo benedetti vengono portati a casa dai fedeli per benedire la loro casa e scambiarli con parenti e amici. E&#8217; buon auspicio utilizzare il rametto di ulivo intinto di acqua benedetta per benedire la tavola imbandita il giorno di <a href="http://www.hotelsantalucia.it/Italia/offerte-speciali/settimana_Santa_2009_a_Minori.html">Pasqua</a>.</p>
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		<title>O&#8217; casatiello</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 18:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dla</dc:creator>
				<category><![CDATA[gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello dolce]]></category>
		<category><![CDATA[casatiello salato]]></category>
		<category><![CDATA[tortano]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si parla di &#8220;casatiello&#8221; bisogna prestare molta attenzione. E&#8217; bene precisare che si tratta di uno dei protagonisti della tradizione gastronomica pasquale Campana. Esistono due varianti di [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di &#8220;casatiello&#8221; bisogna prestare molta attenzione.</p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 35px; margin-bottom: 35px; margin-left: 24px; margin-right: 24px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://cookaround.com/yabbse1/foto/data/9339/medium/HPIM1868.JPG" alt="" width="240" height="180" />E&#8217; bene precisare che si tratta di uno dei protagonisti della tradizione gastronomica pasquale Campana.</p>
<p>Esistono due varianti di <a href="http://www.misya.info/2008/03/24/casatiello.htm">casatiello</a>: quella dolce e quella salata.</p>
<p>Entrambe le ricette sono molto antiche e sussistono numerosi dubbi su quale dei due tipi di casatiello sia nato per primo, se quello dolce o quello salato.</p>
<p>La parola casatiello deriva dal latino &#8220;caseus&#8221;, che vuol dire &#8220;formaggio, quindi se l&#8217;etimologia non inganna, probabilmente il termine potrebbe derivare dal fatto che veniva utilizzato del formaggio nell&#8217;impasto della ricetta originale salata, oppure dal profumo di strutto, simile all&#8217;odore del formaggio che avrebbe suggerito il nome.</p>
<p>Quindi, secondo numerose fonti, il casatiello sarebbe stato, in origine, un piatto salato, a base di pasta di pane arricchita di strutto e poi nell&#8217;entroterra sarebbe stato arricchito con l&#8217;impiego di vari salumi.</p>
<p>Secondo altre ricerche, invece, il <a href="http://saporedivaniglia.blogspot.it/2009/04/casatiello-dolce.html">casatiello dolce</a> sarebbe stato tipico della zona costiera, mentre la tradizione del casatiello salato sarebbe stata tipica di Napoli e della zona interna, compresi i quartieri di Napoli che una volta erano comuni a se&#8217;, come Secondigliano.<span id="more-42"></span></p>
<p>Alcuni anni fa il Mattino, per non scontentare nessuno dei suoi lettori, pubblicò entrambe le ricette del casatiello, generando una certa confusione, tra casatiello e tortano.</p>
<p>Sembra infatti che da quel momento si sia diffusa voce che la ricetta originale del <a href="http://www.cookaround.com/yabbse1/entry.php?b=48459">casatiello</a> sia quella dolce, mentre quello salato si chiamarebbe tortano.</p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 29px; margin-bottom: 29px; margin-left: 24px; margin-right: 24px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://totentanz.files.wordpress.com/2008/03/casatiello.jpg?w=490" alt="" width="343" height="227" />In realtà, la tradizione originale chiama &#8220;casatiello&#8221; l&#8217;impasto, arricchito di salumi, strutto e cosparso di uova intere con tanto di guscio, tenute ferme da striscioline di pasta incrociate tra loro, mentre il tortano sarebbe l&#8217;impasto del pane, arricchito di strutto, salumi e formaggi (Lo stesso impasto dei panini napoletani che, in definitiva, sono dei pezzi di tortano tagliato a fette prima della cottura).</p>
<p>Purtroppo ogni zona della Campania conserva gelosamente le proprie tradizioni e rivendica le origini dell&#8217;uno o dell&#8217;altro casatiello.</p>
<p>Molti elementi della tradizioni si sono persi nel tempo, molti altri si sono fusi ad altri elementi e ad altre piccole tradizioni.</p>
<p>Molte piccole verità e consigli sulle ricette autentiche saranno state conservate su pezzi di carta, come facevano tanti anni fa le nostre nonne, mentre si tramandavano di generazione in generazione le ricette che ancora oggi utilizziamo.</p>
<p>La ricetta del casatiello, sia nella versione dolce che salata, potrebbe essere definita &#8220;Ricetta della pazienza&#8221;, proprio perchè in entrambi i casi è prevista una lunga lievitazione (che può durare anche alcuni giorni nel caso del casatiello dolce!).</p>
<p><img class="alignleft" style="border-image: initial; margin-top: 31px; margin-bottom: 31px; margin-left: 19px; margin-right: 19px; border-width: 2px; border-color: black; border-style: solid;" src="http://2.bp.blogspot.com/_3333OlaecYE/SefwvsAGb_I/AAAAAAAAAQA/y9mO6XnWhz8/s320/cas5.jpg" alt="" width="320" height="240" />Questa è una delle poche certezze che si hanno riguardo questa antichissima tradizione, insieme alla consapevolezza che oggi non tutti sono disposti a preparare in casa queste leccornie pasquali.</p>
<p>Nella speranza di invogliare qualcuno a coltivare l&#8217;antica e preziosa arte della pazienza, nei prossimi post saranno pubblicate entrambe le ricette!</p>
<p>Questo post è ispirato dal post e dal <a href="http://totentanz.wordpress.com/2008/03/23/o-casatiello/#comment-2778">commento di Francesco</a>, appassionato studioso della lingua e delle tradizioni napoletane.</p>
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